La storia

La scuola elementare pubblica di Valenzano, sin dalla sua istituzione, venne allogata in due edifici riportati al demanio municipale, a seguito dell’applicazione della legge di reversione dei beni ecclesiastici, successiva alla Costituzione del Regno d’Italia.
A quel tempo la consistenza demografica di Valenzano contava meno di 4000 abitanti e quindi vi era una limitata esigenza di aule, considerato anche il limitato avvio di alunni alla frequenza.
Causa questa, tra l’altro, di un elevato tasso di analfabetismo. Perciò alcune aule erano sistemate nel vecchio monastero domenicano e precisamente nell’ala di via De Ligis, ove ora si trova la scuola secondaria di primo grado “G. Galilei”, mentre la confinante parte dell’edificio era destinata a sede municipale e a caserma.Venivano adibiti ad aule anche i locali dell’ex convento dei Francescani o Frati riformati, ai quali si accedeva da via S. Antonio ove, attualmente, sono ospitate le suore dell’ordine Francescano di Malta.
All’epoca la scuola di Valenzano aveva lacune di ogni genere. Allo stato di precarietà ed instabilità del personale insegnante, si aggiungeva la mancanza di strutture didattiche.
Mancavano le condizioni materiali primarie per realizzare una scuola educativa e formativa. Si insegnava nelle cellette del convento e del monastero; dal punto di vista pratico e soprattutto igienico, i locali adibiti a scuola non erano del tutto idonei, ma erano gli unici che il Comune aveva a disposizione.
Era infatti il Comune, a quei tempi (siamo nella seconda metà del 1800), che doveva assumersi l’onere di provvedere all’organizzazione e all’istituzione delle scuole, se si voleva dare istruzione ed educazione agli abitanti del paese. Ma, affidare l’intera gestione della scuola al Comune, significava consentire ad esso di evadere dall’obbligo di istituire le scuole per mancanza di fondi.
Tale situazione si prolungò sino a quando, con la legge Credaro del 04/06/1911, lo Stato ebbe la sua giusta ingerenza nel campo della scuola, facendo sue molte delle funzioni che prima spettavano al Comune.

Con tale legge la scuola elementare fu resa gratuita ed obbligatoria, ma ancora alcuni decenni passarono prima che tale conquista potesse essere effettiva. Le condizioni del Comune erano precarie; la scuola già assorbiva somme rilevanti e non ci si poteva permettere spese per la costruzione di un edificio scolastico dalle strutture adeguate. Nei locali furono ospitate sette classi, tre femminili e quattro maschili e l’insegnamento era affidato a solo cinque insegnanti.
Infatti la frequenza era scarsa, specialmente nelle ultime classi, in quanto i genitori non potevano fare a meno di far lavorare nei campi i bambini. E, pur esistendo già delle disposizioni per l’obbligo scolastico, gli amministratori comunali, per le tristi condizioni in cui versavano le famiglie di Valenzano, non attuavano i provvedimenti previsti dalla legge, contro i genitori degli inadempienti. Siamo alla fine del 1800 e l’inadempienza era dovuta anche al fenomeno dell’emigrazione; la popolazione agli atti risultava di 4223 unità, ma in effetti quella stabile era di 3000 unità. I mancanti erano emigrati nelle province di Foggia e specialmente a Cerignola.
La delibera n. 3 del 03/02/1899 val. 1894 – 1899, comunicazione della Nota Prefettizia in ordine alla classificazione delle scuole, è la fotografia del paese di Valenzano all’inizio del secolo, quando gli abitanti poveri cercavano lavoro “fuori terra” e dalle cellette dei frati erano stati tolti i muri divisori per ricavare aule “ampie e molto salubri”.
In realtà da due o tre cellette si ricavava un’aula lunga e stretta in cui la voce dell’insegnante si disperdeva e non giungeva chiara agli alunni degli ultimi banchi. (Delibera s.n. 13/11/1909. Scuole elementari. Locali. Provvedimenti).

Gli amministratori comunali erano dell’avviso di sopprimere le scuole superiori, in quanto non servivano alla popolazione valenzanese, dedita solo all’agricoltura. La scuola doveva perciò preparare solo buoni agricoltori, doveva preparare i bambini alla vita pratica e al lavoro da svolgere da adulti, disinteressandosi così del tutto della loro formazione. Col nuovo secolo molte cose mutarono in Italia.
Ci furono nuovi programmi scolastici, il cui estensore, Guido Baccelli, rendeva l’insegnamento più oggettivo con ricorso all’osservazione, all’uso di cose ed oggetti e alla sperimentazione. Le materie d’insegnamento comprendevano: educazione morale e disciplina, lingua italiana, aritmetica pratica, storia d’Italia, geografia, diritti e doveri del cittadino, calligrafia, nozioni varie, disegno, canto, ginnastica, lavoro, esercizi per iscritto a scuola e a casa. Con la legge Masi fu resa obbligatoria l’istituzione delle Direzioni Didattiche nei Comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti e con almeno 20 classi.

La legge Orlando rinnovò totalmente l’ordinamento delle classi elementari, portandole a sei e divise in tre corsi: corso inferiore (prima e seconda classe), corso superiore (terza e quarta classe), corso popolare (quinta e sesta classe). Inoltre fu sottolineata la necessità dell’osservanza dell’obbligo scolastico.
Ciò portò il Consiglio comunale di Valenzano a nominare le Commissioni di vigilanza, le quali avevano il preciso compito di vigilare sull’adempimento scolastico.
Così, in seguito a questo provvedimento, rispetto agli anni precedenti, fu notata una maggiore affluenza e frequenza dei bambini a scuola, anche perché la popolazione del comune di Valenzano, dal censimento del 1931, risultava pervenuta a circa 6000 abitanti. Le aule, quindi, allora disponibili risultavano molto contenute.

Il podestà di quel tempo, avv. Giovanni D’Aloia, constatando l’impellenza di realizzare un più capiente ed organico edificio scolastico, incaricò l’ing. Giovanni Nota di elaborare un progetto ed individuò, come suolo idoneo, quello in cui attualmente sorge le nostra scuola elementare.
Questo suolo, facendo parte di un notevole comprensorio edificabile di proprietà del barone Pasquale Martucci e prospiciente l’ex via Roma, attualmente via Aldo Moro, venne stralciato per una superficie di 7000 m2.
All’atto dell’acquisizione del suolo, questo venne ceduto dal proprietario al comune per un prezzo simbolico di una lira ed i lavori di costruzione dell’edificio scolastico vennero subito avviati, nel 1935.
L’opera venne ultimata nell’anno 1937, quando il comune era retto dal commissario Pastore, avvicendatosi al D’Aloia: pertanto il primo anno di frequenza fu il 1937/38.
L’edificio risultava composto di due piani, suddivisi in ampie aule e di un ampio salone al piano superiore: da ricerche fatte, al livello sottostante a quello stradale, risultavano degli spazi vuoti e finestre: tali spazi probabilmente, durante l’ultimo conflitto bellico, furono “rifugi” per la popolazione durante i bombardamenti.
Sempre durante l’ultima guerra l’edificio, o parte di esso, venne destinato ad ospedale militare e fu sede dei militari della Sanità e della Crocerossa; crocerossina era anche una delle insegnanti, la signora Cucciolla.

Successivamente, nell’immediato dopoguerra, tornò alla sua normale funzione.
Il mutuo per il pagamento dei lavori di costruzione dell’edificio, che fu contratto con la Cassa Depositi e Prestiti, fu terminato di pagare nel 1961 e complessivamente ammontò alla somma di un milione di lire. La prima ristrutturazione dell’edificio avvenne nel 1945; il salone centrale del primo piano fu diviso per dare spazio ad altre tre aule.
Durante gli anni ’50 il piano terra era adibito a refezione.
Ancora in tali anni il numero degli alunni si aggirava sui 10 – 12 per aula, con una frequenza che registrava ancora molti inadempienti. Sino agli anni ’70 nessuno spazio dell’edificio era stato predisposto per la Direzione Didattica e la scuola di Valenzano dipendeva dalla Direzione Didattica di Adelfia. L’intitolazione della scuola risale agli anni ’70: Scuola elementare Statale “Papa Giovanni XXIII”.

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